
“Vivi in un paese dove le donne furono costrette ad una vita oscura, insignificante, considerate poco più che semplici cose, dedite esclusivamente al lavoro domestico e alla cura della famiglia? Non c’è dubbio che tu abbia pensato molte volte con disgusto a tutto questo e, quando hai visto la libertà di cui disponevano i tuoi fratelli, gli uomini della tua casa, tu abbia provato un po’ di pena d’esser donna. Sappiamo per certo che qualche volta hai sofferto nel desiderare di prender parte ad una discussione sulla quale, mentre gli altri le giravano attorno senza comprenderla, tu che vedevi chiara la soluzione, ricevevi per tutta risposta un acido: “Ehilà, le donne in cucina!”….
Dunque Mujeres Libres si schiera contro tutto ciò che ti ha fatto soffrire. Vogliamo che tu goda della stessa libertà dei tuoi fratelli; che nessuno abbia il diritto di guardarti dall’alto in basso; che la tua voce si oda con lo stesso rispetto con cui si ascolta quella di tuo padre. Vogliamo che tu raggiunga, senza dare importanza a ciò che la gente possa dire, quella vita indipendente che diverse volte hai desiderato.”
Spezzone dal libro di Mary Nash, “Mujeres Libres. Spagna 1936-1939″.