Curiosando nel web ho trovato questo interessante documentario degli anni ’60 su Fonni, un piccolo paesino sardo: osservate le donne e la società in cui vivono!
8 gennaio 2008 di grexia
Curiosando nel web ho trovato questo interessante documentario degli anni ’60 su Fonni, un piccolo paesino sardo: osservate le donne e la società in cui vivono!
Mio padre è di origine sarda (Barbagia!come Fonni) e proviene da una famiglia matriarcale. Le donne (zie, sorelle, nonne, madri) decidevano su tutto, studiavano, erano indipendenti e forti.
E x il giornalista del servizio il massimo cui una ragazza può aspirare è fare la miss! W le sarde!
Il femminismo porta a delle stupide derive, quale ad esempio il fatto di pensare che la donna in Barbagia sia considerata inferiore.
Se solo l’ignoranza si trasformasse in curiosità, si potrebbe scoprire che, proprio come ha detto l’utente precedente, la famiglia fonnese era matriarcale.
Il marito di solito era pastore ed era fuori casa per vari mesi. Chi teneva le redini della casa era la moglie che non aveva tempo di mostrarsi agli occhi delle telecamere.
Studiate un po’di più e seguite un po’meno gli stupidi pregiudizi, sempre che non vogliate offendere la vostra intelligenza e i nostri ricordi.
Grazie
Carissimi, sono contenta che scriviate quella che era in realtà la situazione sarda… Purtroppo questo era il video che passavano tanti anni fa nella nostra tv italiana… Interessante vedere come la realtà sia distorta dalle telecomunicazioni. Mi scuso se la situazione non era quella descritta nel video.
Avete perfettamente ragione se era come raccontate: W le sarde!
Io sono sarda a tutte le sarde e a tutti i sardi consoglio di leggere Gavino Ledda, forse sarebbe ora di incominciare a rendersi conto che il matriarcato non esiste ma è na roba inventata dal patriarcato per giustificare la propria azione di soppruso e violenza e sfruttamento sulle donne… Ed è un uomo che lo afferma…
nel 2011 ancora vogliamo cantarcela che tutto va bene…
andate a leggervi un paio di statistiche e rendetevi conto che c’è ancora tanta strada da fare e di femminismo non ce n’è mai abbastanza!