FORZA SCIENZIATE…all’attacco!

IpaziaDa Ipazia a Henrietta Swan Leavitt… l’esclusione delle donne dalla scienza si è ripetuta nei secoli, non tanto perchè le donne non fossero geniali e intelligenti quanto perchè gli uomini hanno sempre avuto paura di essere superati e battuti dal mondo femminile.
Ipazia (370-415),diventata capo di una scuola platonica di Alessandria d’Egitto, fu uccisa da un gruppo di monaci perchè le sue invenzioni tra cui l’astrolabio, il planisfero e l’idroscopio, furono considerate sacrileghe nella mente di una donna.
Henrietta Swan Leavitt (1868-1921), astronoma di grande talento nata a Lancaster ne
Henrietta Swan Leavittl Massachusetts, scoprì la relazione che lega il periodo di variazione di luce di una classe di stelle variabili dette “Cefeidi” al loro splendore assoluto, usandole come mezzo per la determinazione delle distanze delle galassie. Non le fu permesso di continuare le sue ricerche che furono continuate da scienziati maschi che lavoravano con lei. Quattro anni dopo la sua morte fu chiesto dal matematico svedese Gosta Mittag-Leffler, ma non le fu concesso il Premio Nobel alla memoria .

Come dice Margherita Hack nell’intervista che ho trovato all’indirizzo:
http://www.universitadelledonne.it/hack%20m.htm

“Malgrado i grandi progressi fatti dalle donne, ci sono ancora notevoli disparità nel mondo del lavoro, della politica e della ricerca. Nelle università per esempio le ricercatrici sono ormai più della metà di tutti i ricercatori, ma appena si passa al livello superiore, quello dei professori associati, le.donne sono meno del 30% e al più alto livello dei professori ordinari sono appena il 10%.

Quasi sempre si attribuisce questa scarsa presenza femminile nei livelli più alti all’impegno familiare, alle cure dei marito e dei figli, e si chiede un maggiore impegno dello stato nel fornire asili nido, scuole materne, scuole a tempo pieno. Giustissimo! Però rarissimamente si afferma il diritto delle donne e il dovere degli uomini di dividersi al 50% le cure familiari, dalle più umili alle più importanti, anche se la legislazione familiare dà alle donne la possibilità di rivendicare questa reale parità. Sta alle giovani donne educare i propri compagni e ai giovani uomini di incitare le loro compagne ad affermarsi nella vita. “

“Credo perciò che l’ambiente familiare in cui ho avuto la fortuna di nascere sia stato estremamente importante per darmi fiducia nelle mie possibilità, e per non provare complessi di inferiorità che ho spesso notato in colleghe della mia generazione e anche più giovani.”

Leggete l’articolo è molto interessante!
Altre informazioni su Premi Nobel assegnati e rubati all’indirizzo: http://www.irpps.cnr.it/diva/biografie.php
E infine un documento pdf da leggere e tenere ancora più approfondito sulla storia femminile delle scienziate http://www.formazione.eu.com/_documents/cagranda/articoli/2006/0204.pdf.

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