Ninna Nanna 1932

 

donne partigiane

 

Quando ti portavo in seno

eran tempi duri, lo sai bene,

“questo piccolo, mi dicevo sempre,

verrà al mondo in un mondo di pene”

e ho giurato di fare di tutto

perchè almeno tu sapessi cosa fare,

perchè il mondo che ti accoglie così male,

tu lo possa almeno un po’ migliorare.

E vedevo montagne di carbone,

ben difese dalla polizia,

“quando avrà freddo mio figlio, mi dicevo,

penserà lui a portarle via”.

E vedevo nelle vetrine il pane,

vedevo gli occhi di chi pane non ha,

“quando avrà fame mio figlio, mi dicevo,

a spaccare quei vetri penserà”.

Quando ti portavo in seno,

mi dicevo “tra poco nascerai,

sarai bello giusto e forte

e nessuno fermarti potrà mai”.

Quando tu sei nato, i tuoi fratelli piangevano per la fame

e domandavano pane,

quando tu sei nato, non si avevano soldi per il gas

e sei venuto al mondo al buio,

quando ti aspettavo con tuo padre, ogni sera

parlavamo di te,

ma per il dottore soldi non ce n’erano

ci servivano per comprare il pane.

Quando ti abbiam fatto, proprio più non c’era

la speranza di trovare lavoro

e soltanto Marx e Lenin alla gente come noi

parlavano di un futuro.

O figlio, al mondo c’è gente che prepara,

per quando sarai grande, un bastone per te

perchè tu sei di quelli nati per la catena

e per i quali al mondo altro posto non c’è.

Tu forse non sei il più bello e il più forte,

per te non ho soldi e non voglio preghiere,

ma tu sei mio figlio e non dovrai sprecare

il poco tempo che ti è dato sulla terra.

Di notte sento le tu manine strette a pugno accanto a me

e penso allora che qualcuno già

sta preparando l’arma destinata a te.

La tua mamma non ti ha mai detto

che sei il più forte, che sei il più bello,

ma neppure ti ha messo al mondo

perchè tu sia fatto carne da macello.

Ricorda, figlio, che solo coi tuoi simili

i prepotenti vincere potrai.

E tu ed io e tutti quelli come noi

devono lottare.

Perchè in questo mondo, in cui vivrai anche tu,

sfruttati e sfruttatori non ce ne siano più!

Ninna Nanna 1932 di Bertolt Brecht

Clicca l’archivio di donneinazione e ascolta la versione cantata.

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