L’AUTOGESTIONE dei genitori e dei docenti

Quando frequentavo io la scuola superiore (e si parla di almeno 7 anni fa), la situazione era già peggiorata rispetto agli anni passati (considerati dalla mia generazione gli anni d’oro della lotta e della rivolta). Comunque ai miei tempi si cercava di manifestare qualcosa, di trovare degli argomenti interessanti (Afghanistan, Sessualità, Guerra, Finanziamenti a scuole private…) e si discuteva tutti insieme. Ci si informava e confrontava. Poteva durare qualche giorno o poteva poi essere prolungata, se stava dando dei frutti. Certo, un minimo si concordava col Preside, ma si poteva arrivare anche all’Occupazione, se questo non dava l’OK.

Ora la situazione sta veramente decadendo. Ho parlato ieri con alcune studentesse degli istituti superiori della mia città (una di queste frequenta la mia ex vecchia cara scuola) e la discussione mi ha colpito. L’autogestione era considerata una grande bufala. Una ragazza mi spiegava che per parlare di un argomento bisognava proporlo ai Collettivi Scolastici (formati da studenti che si riuniscono tutto l’anno) e che poi si doveva aspettare che fosse accettato. Non si propone più tutti insieme all’Assemblea Generale a inizio mattina il programma della giornata, ma bisogna far parte di questi collettivi per vedere accettato il proprio gruppo di discussione. Prima grande limitazione: che autogestione è se mi gestisci solo tu?

Un’altra ragazza mi spiegava che da loro l’autogestione era stata votata dal Consiglio di Istituto (Genitori, Docenti, Operatori e Preside…) ed era stata accettata! Seconda grande limitazione:Ma come? che protesta è se siamo tutti d’accordo? A questo punto la protesta sarebbe tornare in aula e fare lezione!

Ora navigo in internet e trovo un documento interessante: dei genitori si sono presi la briga di chiedere ad un campione di studenti cpsa avessero fatto durante l’autogestione e cosa ne pensassero!!! E guarda caso ne risulta che è una grande bufala (il che è probabilmente vero, ma detto dai genitori ti dà una grande tristezza).

Insomma manca la maturità negli studenti (non in tutti, ma in molti sì), e gli adulti se ne approfittano per far rientrare nella norma quella che dovrebbe essere un’esperienza straordinaria, che permette ai ragazzi di capire che:

chi si autogestisce,

chi prende delle decisioni insieme agli altri,

chi non si fa dettare dall’alto cosa fare,

può dare il via ad un mondo diverso, magari finalmente un mondo libero!

Vi allego il file dei “GENITORI PAZZI” da leggere per ridere o piangere un po’!

autogestione-scolastica-dei-genitori-cornaro

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