ANCHE A SCUOLA LA CLANDESTINITà è REATO?

Padova, maggio 2009.

COMUNICATO di Cobas Scuola Padova:

VERGOGNA

Vergogna!! Questa è la sola declamazione e considerazione che ci viene facile fare e che riesce a condensare l’insieme di incredulità, di indignazione, di stupore, di rabbia a fronte della deriva razzista che sembra una colata lavica che nessuno, aldilà di voci isolate, riesce a fermare.
Sentiamo alcune voci dalla Chiesa, alcune dalle Istituzioni, alcune dal mondo della Politica, molte dalla galassia dell’Associazionismo ma il Paese è – sembra inesorabilmente – rappresentato da chi non vuole essere contaminato dagli altri e agisce coi respingimenti, con le ronde, con la richiesta di delazione e complicità a medici, presidi, per la difesa della razza e della nazione.
Padova, in questo allucinante e allucinato panorama, è stata una città battipista, dove gli umori neri della xenofobia vengono incanalati e trasformati in realtà: il muro di via Anelli, le ronde, il caso al CTP presso la scuola Diego Valeri e ora, in una scuola superiore professionale, viene emessa una circolare che chiede perentoriamente il permesso di soggiorno agli alunni che devono concludere gli studi.
In questo caso non crediamo che questo grave episodio di discriminazione razzista sia figlio di una volontà di protagonismo e di esposizione mediatica con quelle finalità che possiamo ritrovare negli altri episodi che abbiamo richiamato, ma pensiamo sia una conseguenza del bombardamento comunicativo che tutti noi subiamo e che un po’ alla volta induce a comportarci in maniera razzista, senza che neppure ce ne accorgiamo più.
Una terribile omologazione ad agire, così come è nei desiderata di chi governa il Paese, prima ancora che si siano concretizzati gli strumenti e le disposizioni anche formali – vedi il pacchetto Sicurezza, ancora da discutere al Senato – che legittimerebbero – solo dal loro punto di vista – tali azioni.
Comportamenti più realisti del re si usava dire un tempo, ora – nel dopo Veronica –  il detto può essere declinato nel ‘ più realisti dell’imperatore’.
Sicuramente, nella scuola, stiamo verificando un restringimento degli spazzi di libertà e partecipazione negli organi collegiali, nelle assemblee, nel dibattito, imposto e incardinato da molti dirigenti scolastici che non vogliono condividere gli ambiti collettivi ma praticano – dove è loro possibile – forme di neo autoritarismo che portano anche a vergognose comunicazioni, qual è quella che vogliamo qui denunciare.
Invitiamo tutti – in particolare le RSU delle scuole – a vigilare su quanto accade quotidianamente attorno a noi, a reagire al degrado culturale e sociale a cui siamo invitati ad indulgere e sostenere, a praticare la disobbedienza contro tutte le forme di discriminazione che concretamente avanzano negli ambiti sociali in cui lavoriamo, studiamo, viviamo.
Vogliamo concludere con un estratto da una recente poesia di Moni Ovadia:
‘se foste un mussulmano, o un africano, o comunque un uomo dalla pelle scura,
il pacchetto sicurezza non lo prendereste solo
come l’ennesima sortita di un governo populista e conservatore,
eccessiva ma tutto sommato veniale’

cobas della scuola di Padova

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